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05/09/2010

Hospitalitas può ormai definirsi, senza presunzione, un punto fermo nel panorama delle realtà torinesi e nazionali che operano accanto a chi soffre. Giunge infatti in questo 2007 al suo dodicesimo anno di vita e in questo lungo percorso ha dato alloggio gratuito ad oltre 2500 ospiti. Ma non sono i numeri a dover far riflettere, piuttosto la storia che si cela dietro ad ognuno di essi. Non si tratta di un tempo da battere o di un muro da abbattere, come nello sport o nella vita, ma dell'immagine esterna, di un simbolo tangibile dell'aiuto che Hospitalitas e chi la gestisce porta ormai da anni a chi soffre. In via Saluzzo 59, infatti, dal 25 novembre del 1995, in un alloggio dalle "fattezze" e dalle atmosfere familiari di circa 240 metri quadrati Hospitalitas agisce giorno dopo giorno, incessante e puntuale, cercando di rendere meno amara la permanenza di chi viene catapultato a Torino e nei suoi ospedali per motivi legati a problematiche di salute, proprie o dei familiari, versa in stato di bisogno economico ed è pertanto impossibilitato a soggiornare a costi elevati nelle strutture alberghiere cittadine.
Da oltre un anno il gestore di quest'importante attività è Don Mario Ramello, piemontese doc, nato a Vinovo il 25 novembre del 1956. Ha ereditato il testimone da colui che si definiva "lo specialista dell'emergenza", ovvero il toscanissimo Padre Vittorio Bertolaccini. Entrambi appartengono all'Ordine dei Camilliani, e fanno parte di quella schiera di persone che, non solo per mandato o statuto, pensano prima agli altri e poi a loro. <<Sono proprio le situazioni difficili - precisa Don Mario - che guidano la scelta delle persone da accogliere, in funzione delle esigenze e delle richieste che ci giungono dalle realtà ospedaliere torinesi. Ogni anno sono molte. Qui non esistono le prenotazioni proprio perché vogliamo intervenire e riservare posti a coloro che ne hanno esigenza diretta e non potrebbero prescindere dal nostro aiuto.>>. Come definisce il vulcanico e giovanile Don Mario questa missione nella quale con tanta gioia si è catapultato?: <<Un'esperienza arricchente sotto il profilo umano e personale. Si entra in contatto con un mondo di persone, con le loro tante necessità e ci si rende conto che anche un piccolo gesto può cambiare il corso delle cose>>. Molteplici le storie che si sono intrecciate in via Saluzzo, con la costante dell'umana comprensione e della solidarietà a traghettarle verso la speranza. Parola reale da queste parti, poiché a volte basta sapere che esiste qualcuno pronto a mettersi in discussione per donare qualcosa senza chiedere per sentirsi già meglio nella lotta personale alla guarigione o nel sostegno a chi la sta affrontando. Molti, nella storia della struttura, la cui responsabilità oggi grava sul camilliano Padre Mario, dell'Ospedale Regina Margherita (011.313.57.23) i genitori di bambini ricoverati negli ospedali torinesi a colorare con le loro partecipate presenze le stanze di Hospitalitas.

Tante anche le presenze straniere, in specie di persone provenienti dalla Romania e dall'Iran. Non sono mancate quelle britanniche e, naturalmente, quelle italiane. Gente del nord, del centro, del sud Italia, tutta certa di poter trovare in Hospitalitas un rifugio sicuro. Tra le storie emblematiche dell'ultimo periodo Padre Mario ne sceglie una: "Quella di una coppia che, pur con qualche interruzione, è rimasta da noi per un anno e mezzo seguendo il tentativo di risalita alla vita della piccola Alisè, una bimba che ha subito ben 17 operazioni da quando ha aperto gli occhi al mondo. Ora Alisè sta meglio, è tornata in Val d'Aosta, terra dei suoi giovani genitori e le parole che gli stessi hanno pronunciato quando si sono congedati da Hospitalitas sono state eloquenti...un appoggio, il vostro, senza il
quale non avremmo retto questa situazione dilaniante ".
Le storie proseguiranno, al pari dell'impegno di chi ha voluto Hospitalitas, la Mario Sarre Editore e la Seap Torino che fin dall'inizio la finanziano, di chi l'ha condotta e la conduce con certosino amore e di quanti, avendone condiviso anche per pochi giorni le vicende, la portano ancora nel cuore e ne riproducono in qualche modo l'impronta. Quella di chi interviene laddove il bisogno va oltre la necessità e non chiede nulla. E la casa continuerà ad abbellirsi sempre più, rimanendo "famiglia" 365 giorni l'anno indipendentemente da chi la occuperà. Non chiederà loro mai nulla. Tutto sarà sempre grauito.

La Mario Sarre Editore e la Seap Edizioni colgono l'occasione per ringraziare tutti gli inserzionisti che con la presenza pubblicitaria sulle pubblicazioni da loro editate contribuiscono annualmente a sostenere Hospitalitas. E un grazie anche a tutti coloro che lo fanno acquistando le ricette proposte durante le serate di Pagine da Assaggiare.